Assicurazioni: si perde ogni beneficio se non si evita di generare un danno

(www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com)

Punto a favore dell’assicurazione nel caso in cui non venga rispettato l’articolo 1915 del codice civile. La Cassazione con la sentenza n. 28625/19 ha puntualizzato che al fine della perdita dei benefici assicurativi non occorre lo specifico e fraudolento intento di creare un danno all’assicuratore, essendo sufficiente la consapevolezza dell’obbligo previsto dalla norma richiamata (ossia di cercare di evitare il danno).

Un esempio. E a tal proposito la Corte ha fatto l’esempio di un’assicurata che, dopo il sinistro, aveva proseguito le forniture al cliente in evidente esposizione debitoria, con imputazione dei pagamenti ai più recenti debiti piuttosto che a quelli più vecchi coperti dalla garanzia assicurativa. Nel caso concreto la Cassazione ha ravvisato un illegittimo accordo tra assicurata e sue clienti sull’imputazione dei pagamenti successivi ai crediti più recenti. L’assicurata, infatti, in una nota aveva dato conto dei contratti intercorsi col nuovo amministratore della società clienti a seguito del sequestro penale delle relative quote e significatamente si proponeva proprio l’imputazione dei pagamenti successivi alle nuove forniture al passato andando così a cambiare le condizioni contrattuali. 

Il principio di diritto. Di qui il principio di diritto secondo cui «ai fini della perdita dei benefici assicurativi, ai sensi dell’articolo 1915 cc è sufficiente la consapevolezza dell’obbligo previsto dalla suddetta norma e la cosciente volontà di non osservarlo, sicchè nel caso di assicurazioni dal rischio di insolvenza di crediti commerciali non è conforme ai canoni di corretta ermeneutica contrattuale, l’interpretazione della polizza che imputi i pagamenti successivi alla scadenza del periodo assicurato ai crediti più recenti, né rilevano in contrario accordi diretto tra assicurata e debitrice società di capitale, neppure ove le quote di questa fossero sottoposte a sequestro penale».