Il rimborso delle spese legali spetta solo per atti o fatti connessi alle funzioni esercitate

(www.quotidianoentilocali.ilsole24ore.com) – Per il rimborso delle spese l’attività svolta deve essere in diretta connessione con i fini funzionali dell’ente e, come tale, a esso imputabile. Questo è il principio stabilito dal Tar Lombardia, nella sentenza n. 2211/2018.

Il fatto
Un finanziere ha impugnato davanti al Tar del capoluogo lombardo la determinazione del capo di stato maggiore del comando generale della guardia di finanza con la quale era stato rigettato il ricorso gerarchico proposto contro il provvedimento di diniego della domanda di rimborso delle spese legali sostenute per difendersi in un procedimento penale.
Il finanziere era stato denunciato alla procura militare perché pur essendo in possesso della patente di guida aveva richiesto di non essere impiegato nella condotta di automezzi in quanto non in grado di guidare; poi successivamente si era assentato dal servizio, prima a causa di riposo medico, poi per licenza ordinaria e successivamente richiedendo un periodo di astensione facoltativa per motivi di carattere privato. Il procedimento penale si è concluso con una sentenza di assoluzione perché il fatto non sussiste.
Il giudice amministrativo ha legittimato il diniego manifestato dal comando generale il quale ha ritenuto sia che non vi fosse stretta connessione con le funzioni di servizio esercitate sia che sussistesse un conflitto di interesse con l’amministrazione.

La decisione
La sentenza poggia sulla corretta interpretazione dell’articolo 18, comma 1, del Dl 67/1997 che prevede che «le spese legali relative a giudizi per responsabilità civile, penale e amministrativa, promossi nei confronti di dipendenti di amministrazioni statali in conseguenza di fatti e atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali e conclusi con sentenza o provvedimento che escluda la loro responsabilità, sono rimborsate dalle amministrazioni di appartenenza nei limiti riconosciuti congrui dall’avvocatura dello Stato».
La norma collega quindi il rimborso delle spese legali a un triplice presupposto e cioè che il giudizio: a) sia promosso nei confronti del dipendente; b) riguardi atti o fatti connessi alle funzioni esercitate; c) si concluda con l’esclusione della responsabilità.
In relazione al secondo presupposto, il collegio ricorda che, secondo la costante giurisprudenza, ai fini del rimborso delle spese legali sostenute, l’imputazione deve riguardare un’attività svolta in diretta connessione con i fini funzionali dell’ente e che sia a esso imputabile. Diversamente si finirebbe per ammettere indiscriminatamente il diritto al rimborso delle spese legali in ogni ipotesi di reato proprio, indipendentemente da qualsiasi collegamento del fatto addebitato con l’interesse dell’amministrazione; il che non può essere consentito, posto che lo scopo evidente della norma è quello di sollevare da un onere economico il dipendente che ne sia stato gravato a causa dell’adempimento ai doveri del proprio ufficio.
Il rimborso delle spese di patrocinio legale ha lo scopo di dare seguito all’esigenza di sollevare i funzionari pubblici dal timore di eventuali conseguenze giudiziarie connesse all’espletamento del servizio e tenere indenni i soggetti che abbiano agito in nome e per conto, oltre che nell’interesse, dell’Amministrazione, delle spese legali affrontate per i procedimenti giudiziari strettamente connessi all’espletamento dei loro compiti istituzionali. Ne consegue che il diritto al rimborso può considerarsi sussistente solo quando risulti possibile imputare gli effetti dell’agire del pubblico dipendente direttamente all’amministrazione di appartenenza. Per ottenere il rimborso delle spese legali non basta l’esito favorevole del procedimento giudiziario, serve anche, come ulteriore fondamentale presupposto, che il procedimento contro l’interessato sia stato promosso in conseguenza di fatti e atti connessi con l’espletamento del servizio o con l’assolvimento di obblighi istituzionali, sicché non è sufficiente che lo svolgimento del servizio costituisca mera occasione per il compimento degli atti che danno origine al procedimento di responsabilità.