L’Anas non deve risarcire l’automobilista per i danni causati da una macchia d’olio sull’asfalto

La Corte di cassazione, con la sentenza n. 18075, depositata ieri, nel rigettare il ricorso di un automobilista nei confronti dell’Anas, ha affermato che per l’incidente avvenuto non è dovuto il risarcimento del danno perché è stato dimostrato che l’evento dannoso si è determinato a seguito del «caso fortuito». L’incidente era stato causato da una macchia d’olio sull’asfalto.
Il contenzioso
I giudici del merito avevano affermato che in base all’articolo 2051 del codice civile e in riferimento alla responsabilità della Pa per custodia del demanio stradale, il caso fortuito, «idoneo ad interrompere il nesso causale fra il modo di essere della cosa e il danno», era da ravvisare anche nel «fattore di pericolo imprevedibile e inevitabile, creato occasionalmente da terzi, che abbia esplicato le sue potenzialità dannose prima che fosse ragionevolmente esigibile l’intervento riparatore dell’ente custode».
Inoltre, nel caso in esame la macchia oleosa determinativa del sinistro «non era stata riscontrata nel corso del turno di servizio effettuato dal dipendente A.N.A.S.» incaricato, ciò implicando, in rapporto al sinistro verificatosi a distanza di poche ore il fattore del caso fortuito, non potendo «ascriversi l’incidente ad inefficace organizzazione dell’attività di sorveglianza e manutenzione», avendo l’ente preposto eseguito la manutenzione della strada.
La sentenza della Cassazione
La Corte di cassazione ritiene il ricorso non fondato; i giudici di legittimità evidenziano che secondo un consolidato orientamento della Cassazione in tema di responsabilità secondo l’articolo 2051 del codice civile sono stati forniti i seguenti principi di diritto:
a) l’articolo 2051, nel qualificare responsabile chi ha in custodia la cosa per i danni da questa cagionati, individua un criterio di imputazione della responsabilità che prescinde da qualunque connotato di colpa, sicché incombe al danneggiato allegare, dandone la prova, il rapporto causale tra la cosa e l’evento dannoso, indipendentemente dalla pericolosità o meno o dalle caratteristiche intrinseche della prima;
b) «il caso fortuito, rappresentato da fatto naturale o del terzo, è connotato da imprevedibilità ed inevitabilità, da intendersi però da un punto di vista oggettivo e della regolarità causale (o della causalità adeguata), senza alcuna rilevanza della diligenza o meno del custode; peraltro le modifiche improvvise della struttura della cosa incidono in rapporto alle condizioni di tempo e divengono, col trascorrere del tempo dall’accadimento che le ha causate, nuove intrinseche condizioni della cosa stessa, di cui il custode deve rispondere».
Proprio su quest’ultimo punto i giudici di legittimità evidenziano che l’imprevedibilità, idonea ad esonerare il custode dalla responsabilità , deve essere oggettiva, dal punto di vista probabilistico o della causalità adeguata, senza alcun rilievo dell’assenza o meno di colpa del custode; tuttavia, l’imprevedibilità è comunque di per sé un concetto relativo, necessariamente influenzato dalle condizioni della cosa, di più o meno intrinseca pericolosità in rapporto alle caratteristiche degli eventi in grado di modificare tali condizioni ed alla stessa interazione coi potenziali danneggiati. Di conseguenza, evidenzia la Cassazione, «può rilevarsi come l’oggettiva imprevedibilità si esaurisca nel tempo: una modifica improvvisa delle condizioni della cosa, a mano a mano che il tempo trascorre dal suo accadimento in rapporto alle concrete possibilità di estrinsecazione della signoria di fatto su quella, comporta che la modifica finisca con il fare corpo con la cosa stessa, sicché è a questa, come in effetti modificata anche dall’evento originariamente improvviso, che correttamente si ascrive il fatto dannoso che ne deriva».
Per la Cassazione l’impugnata sentenza della Corte territoriale non contrasta con i principi anzidetti, avendo correttamente inquadrato, nell’alveo della ritenuta natura oggettiva della responsabilità per cose in custodia, i caratteri del “caso fortuito”.