Il notaio non può citare la compagnia nel giudizio penale

(www.quotidianodiritto.ilsole24ore.com) – Il notaio imputato in un procedimento penale, per reati commessi nell’ambito della sua attività, non può chiamare in giudizio l’assicuratore, come responsabile civile. La Corte costituzionale (sentenza n.34), respinge al mittente i dubbi di costituzionalità, sollevati dal Giudice per le indagini preliminari, rispetto all’articolo 83 del Codice di procedura penale, per la parte in cui non prevede la possibilità per l’imputato di citare in giudizio il suo assicuratore, in quanto responsabile civile per legge, per i danni da attività professionale. I chiarimenti del giudice delle leggi erano stati sollecitati dal Gup, investito di un procedimento penale che coinvolgeva sette persone, tra le quali un notaio, accusate di aver messo in atto, attraverso la costituzione di un trust, un’operazione per sottrarre beni alla fallita in danno dei creditori. A parere del giudice remittente le questioni in merito di illegittimità erano rilevanti.

Secondo il Gup, andava estesa anche al professionista la possibilità – affermata dalla sentenza della Consulta 112/1998 – di chiamare in giudizio l’assicurazione per il danno provocato dalla circolazione di veicoli soggetti alla polizza obbligatoria.

Anche per il notaio c’era, infatti, un’assicurazione obbligatoria stipulata dal Consiglio nazionale del notariato.

Ad avviso della parte privata, ciò che vale per la responsabilità legata agli incidenti stradali dovrebbe valere anche per una responsabilità professionale di natura colposa, rispetto alla quale la legge impone la copertura. La Corte costituzionale nega la possibilità richiesta ricordando in primo luogo la diversa posizione che caratterizza la figura del responsabile civile da quella dell’assicuratore. L’assicurazione obbligatoria dei notai, da una lato garantisce, come tutte, l’assicurato e dall’altro tutela l’interesse del terzo danneggiato alla certezza del ristoro del pregiudizio. Il legislatore però «non si è spinto – si legge nella sentenza – sino a prevedere un’azione diretta del danneggiato nei confronti dell’assicuratore, analoga a quella che contraddistingue la responsabilità civile automobilistica». Un elemento dirimente per escludere che l’assicuratore possa essere assimilato al responsabile civile (articolo 85 secondo comma del Codice penale). In questo contesto non c’è alcun margine per pronunce “additive”: qualunque innovazione del sistema rientra nella discrezionalità del legislatore.