Legge Merloni: firmato il decreto con gli schemi di polizza

Anche il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha firmato nei giorni scorsi il decreto interministeriale, già licenziato dal suo collega delle Attività produttive, Antonio Marzano, con gli schemi tipo per tutte le coperture assicurative e le fideiussioni richieste per partecipare agli appalti di lavori e di progettazione.
Il decreto è ora “in viaggio” verso la Corte dei conti per la registrazione. Subito dopo approderà in “Gazzetta”.

Fonte: Il Sole 24 Ore del 23 marzo 2004

In gara con l’assicurazione
Firmato il decreto per progettisti e imprese di costruzione

Sta per finire il caos selvaggio nel mercato delle polizze e delle cauzioni per gli appalti. Anche il ministro delle Infrastrutture, Pietro Lunardi, ha firmato infatti nei giorni scorsi il decreto interministeriale, già licenziato dal suo collega delle Attività produttive, Antonio Marzano, con gli schemi tipo per tutte le coperture assicurative e le fideiussioni richieste per partecipare agli appalti di lavori e di progettazione.

Il decreto descrive nei dettagli gli aspetti tecnici e giuridici dei contratti di assicurazione richiesti dalla legge Merloni per accedere alle gare.

Quindi per i progettisti esso contiene le condizioni minime vincolanti della polizza di responsabilità civile per danni causati da errori di progettazione; per le imprese edili oltre ai modelli di cauzione (provvisoria e definitiva), ci sono anche le linee guida per la polizza Car (Contractors’ all risks), che copre i danni di esecuzione e la responsabilità civile verso terzi, e per la polizza indennitaria decennale postuma per i crolli totali o parziali delle opere già collaudate.

L’obiettivo è quello di imporre al settore modelli di garanzia standard: il decreto, infatti, rende obbligatorio il ricorso a queste polizze, pena l’esclusione dalla gara.

Il provvedimento è atteso da tempo da tutti gli operatori del settore: a prevedere gli schemi tipo infatti è il regolamento “appalti”, che risale al 1999 (il Dpr 554).

Peraltro proprio nello stesso regolamento sono contenute alcune norme relative alle polizze, mai accettate dal settore assicurativo.

Al punto che l’Ania (l’Associazione delle compagnie) le aveva impugnate prima di fronte al Tar (ricorso respinto) e poi in appello al Consiglio di Stato.

Frutto di un lungo lavoro di mediazione proprio tra Ania, stazioni appaltanti, Oice e Ordini professionali, il decreto dovrebbe risolvere anche queste impasse.

Due in particola re i nodi sciolti. Il primo è quello della polizza Car contro i danni in fase di esecuzione: in base all’articolo 103 del Dpr 554/99 la copertura resta in vita anche se il premio non viene pagato o viene saldato in ritardo.

Ma le assicurazioni hanno sempre osteggiato la norma sostenendo che scardina i principi contrattuali base. Con il risultato di rendere difficile il rilascio delle garanzie e comunque di prevedere condizioni molto diverse, caso per caso.

Il compromesso raggiunto ora con gli schemi tipo è quello di mantenere in vita la copertura solo per due mesi (senza premio o con ritardo). Inoltre l’amministrazione appaltante potrà comunque sostituirsi all’impresa e saldare il debito.

Il secondo nodo che si dovrebbe avviare a soluzione è quello legato alle polizze decennali postume: qui il punto era l’obbligo per la compagnia di pagare il sinistro “a prima richiesta”, non appena ricevuto appunto la denuncia.

Ebbene, in questo caso, la formula individuata prevede l’accertamento preventivo della risarcibilità (verifica se il danno rientra tra quelli garantiti) e dell’entità del danno. Solo allora la compagnia può pagare.

“Si tratta di soluzioni di buon senso – commenta Stefano Barbarotto, responsabile Ania del settore cauzioni – che non offendono la norma ma che tengono in considerazione i principi tecnici fondamentali per il settore assicurativo”. Il decreto è ora “in viaggio” verso la Corte dei conti per la registrazione. Subito dopo approderà in “Gazzetta”.