Illeciti civili: per il risarcimento si applica il principio della preponderanza dell’evidenza

Tratto da: studiolegale.leggiditalia.it

Nel regime dell'illecito civile, vige il principio della preponderanza dell'evidenza, per cui un evento è da ritenere causato da un dato comportamento quando il suo verificarsi per effetto di quel comportamento sia più probabile che non il suo contrario. Lo ha stabilito la Suprema Corte chiamata a pronunciarsi in merito ad una controversia originata dallo sprigionarsi di un incendio in un edificio.

È da ritenere causa di un evento non solo l'antecedente che si possa positivamente accertare averlo causato, ma anche l'antecedente palesemente idoneo a produrlo sulla base di uno standard di "certezza probabilistica", desumibile dal preponderante criterio dell'evidenza logica. A differenza di quanto avviene nel processo penale, ove vige il principio per cui la prova dei presupposti del reato deve essere acquisita "oltre ogni ragionevole dubbio", in tema di illecito civile vige il diverso principio della preponderanza dell'evidenza, per cui un evento è da ritenere causato da un dato comportamento quando il suo verificarsi per effetto di quel comportamento sia più probabile che non il suo contrario.

Tali principi, già espressi in precedenti arresti, sono stati ribaditi dal giudice di legittimità in una recente pronuncia. Nel caso di specie, la Suprema Corte ha cassato con rinvio la sentenza con la quale la corte del merito, riformando la pronuncia del giudice di prime cure, nel quadro di una controversia originata dallo sprigionarsi di un incendio, aveva ritenuto non responsabile dei danni arrecati all'edificio ed ai suoi arredi la società incaricata di installare in un appartamento una lampada alogena pur priva del vetro protettivo. Nel caso in esame, osserva il giudice di legittimità, la corte del merito avrebbe dovuto accertare se, esclusi i fattori alternativi e tenuto conto degli elementi probatori a sua disposizione, fosse "più probabile che non" che l'operaio avesse lasciato la lampada accesa. In altri termini, è stata accolta la tesi dei ricorrenti incentrata sull'assunto che, una volte escluse tutte le cause ipoteticamente idonee a produrre un evento, fuorché una di esse, quest'ultima è da considerare la causa dell'evento stesso, non in base ad una presunzione di legge, ma per logica deduzione.

Esito del ricorso:

Cassa con rinvio, Corte di Appello di Brescia, sentenza 19 giugno 2007, n. 436

Riferimenti normativi:

Cod. Civ. art. 2043

Cod. Proc. Civ. artt. 115, 116

I precedenti giurisprudenziali:

Cass. Civ., Sez. III, 5 maggio 2009, n. 10285

Cass. Civ., Sez. III, 11 febbraio 2014, n. 3010